Tour nella penisola dello Yucatan tappa 2: da Chichen Itza a Merida

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Dopo un giorno di meritato riposo ha finalmente inizio il tour vero e proprio alla scoperta del mondo Maya. Sono eletrizzata e, complice il jet lag, sono sveglia già da ore!
Alle 7,30 del mattino, sotto una pioggia torrenziale che ha tutta l’aria di volerci fare compagnia per lungo tempo, conosciamo la nostra guida, Carlos Lopez, che parla molto bene l’italiano e risulta subito piuttosto simpatico e alla mano. Dopo avere caricato le nostre valigie nel piccolo furgoncino che viene impropriamente definito pullman, saliamo a bordo e conosciamo l’autista, che si chiama pure lui Carlos ma che non capisce una sola parola di italiano, e le altre 4 coppie che ci faranno compagnia in questo viaggio. E allora si parte!

Chichen Itza ed i templi Maya


Chichén Itzá
Prima tappa della giornata il famoso sito archeologico di Chichen Itza, una delle 7 meraviglie del mondo moderno, a pochi chilometri da Cancun. Non appena mettiamo piede fuori dal pullman la pioggia cessa improvvisamente, lasciando però il posto ad un caldo umido ed afoso, a tratti insopportabile. Ma almeno posso scattare foto senza dovermi preoccupare di bagnare la macchina fotografica. Chichen Itza è piuttosto grande ma anche molto affollata, complice la sua fama e la vicinanza a Cancun, che la rende meta di escursionisti che soggiornano nei vari villaggi lungo la riviera Maya.

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Vengo subito attratta dall’imponenza del Tempio di Kukulkan, dedicato al dio serpente, oggi patrimonio dell’Unesco, dove ogni anno, durante il solstizio di primavera, migliaia di persone si radunano per assistere al particolare fenomeno della luce che, riflettendosi sulla scalinata, prende quasi la forma di un serpente strisciante sui gradini. Deve essere qualcosa di spettacolare, peccato che la primavera sia così lontana. Mi piacerebbe tanto potere salire fino in cima ma purtroppo non è più possibile da qualche tempo. Che peccato!

Carlos ci spiega parecchie cose dei Maya, questo popolo antichissimo e singolare, che grazie allo studio delle stelle, dei pianeti e del sole, aveva fatto scoperte che nel mondo moderno sono arrivate solo parecchi secoli più avanti.
Ma ciò che mi inquieta di più è la loro straordinaria propensione al sacrificio umano e la crudeltà con cui questi sacrifici venivano effettuati: tagliare teste, strappare il cuore, effettuare gravi e dolorose ferite erano pratiche all’ordine del giorno, necessarie per accaparrarsi il favore degli dei. Dopotutto loro hanno donato la vita per noi, quindi perché non fare il contrario?
A Chichen Itza si trova un grande campo sportivo dove veniva giocato  El gran juego de la pelota, il gioco della palla, di cui purtroppo non si hanno notizie certe.  L’unica  certezza è che a fine partita qualcuno veniva sacrificato. Forse a morire erano gli sconfitti o forse i vincitori stessi: fatto sta che il sacrificio era parte integrante del gioco. Ah, questi Maya, non si smentivano mai!

Di Chichen Itza non potrò mai dimenticare gli innumerevoli venditori ambulanti di souvenir che propinavano di tutto e “quasi gratis”. A colpirmi sono stati i volti di questa gente, ed in particolare gli occhi tristi e rassegnati di un bimbo che vendeva magliette ma che aveva tutta l’aria do volersi trovare da tutt’altra parte.

Dopo avere pranzato in un ampio atrio circondati da pavoni e chitarristi col sombrero, senza capire nulla di cosa ho messo nel piatto e quindi nello stomaco, partiamo alla volta di Merida, capitale dello stato di Yucatan. Probabilmente la città meriterebbe maggiori attenzioni ma purtroppo la pioggia è tornata incessante e ci costringe a guardarla solo dai finestrini del nostro pullman.
In serata, guidati da Carlos, ceniamo presso il ristorante Pancho’s, famoso per il caffé Maya, preparato con l’ausilio di una piramide incandescente!

ATTREZZATURA FOTOGRAFICA CONSIGLIATA

Sicuramente un grandangolo per riprendere il sito archeologico in modo più ampio.
Consiglio un bell’obiettivo per ritratti, troverete molte facce interessanti!
Utile anche un teleobiettivo, per qualche ritratto “rubato” e per riprendere particolari.

Informazioni su Giusy 83 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

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