Palazzo Schifanoia e il Salone dei Mesi

Una delle scoperte più piacevoli del mio recente viaggio in Emilia Romagna è stata Ferrara.  L’ho voluta includere nel mio itinerario sia perché dista appena 30 minuti di treno da Bologna, sia perché tutti quelli che ci sono stati me ne hanno parlato con toni talmente entusiastici che mi sembrava impossibile non visitarla. Col senno di poi avrei dovuto dare maggiore ascolto a queste persone, avrei dovuto dedicare a Ferrara più di una semplice giornata perché la città è ricca di storia e monumenti che vanno visitati con la giusta calma, soprattutto se ami soffermarti sui particolari.
Oggi comunque vi voglio parlare di un palazzo che dovrebbe essere tappa imprescindibile per capire la città di Ferrara: mi sto riferendo a Palazzo Schifanoia. Imprescindibile perché qui, un po’ più che altrove, si possono ammirare le tracce lasciate da una delle famiglie protagoniste del Rinascimento italiano: sto parlando ovviamente degli Este, prima signori e poi duchi di Ferrara, con un dominio che dura quasi 400 anni.

Palazzo Schifanoia: una residenza di rappresentanza e svago


Palazzo Schifanoia era una delle trenta delizie dei signori di Ferrara. Si tratta di ville, ritiri estivi e casine di caccia nelle quali il signore trovava svago e riposo dai suoi impegni di governo. Il Palazzo Schifanoia in particolare era una residenza di poco lontana dal centro, destinata alla rappresentanza e allo svago. Non a caso il nome, che può sembrare alquanto bizzarro, in realtà deriva da schifar noia e non lascia alcun dubbio sulla destinazione d’uso del palazzo.
L’edificio fu realizzato nel 1385 per volontà di Alberto V d’Este, ma è ad un personaggio in particolare che dobbiamo l’aspetto attuale così ricco e affascinante. Mi sto riferendo a Borso d’Este, che vediamo rappresentato qui sotto, al centro dell’immagine, nell’affresco  del mese di Aprile del salone dei Mesi.

Borso d’Este nel 1485 infatti ordinò l’ampliamento del palazzo e soprattutto la decorazione di alcune delle sale, chiamando a raccolta molti tra gli artisti più attivi a Ferrara in quel tempo. Tra tutti gli ambienti decorati spicca sicuramente il Salone dei Mesi.

Il Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia


Poco dopo essere entrata nel palazzo ed avere iniziato il percorso espositivo, una delle dipendenti della struttura, vedendomi fotografare con tanto entusiasmo i resti di alcuni affreschi, mi disse: “E non ha ancora visto il Salone dei Mesi”.  Io in realtà l’avevo visto solo in foto ed avevo una percezione piuttosto vaga dell’intero complesso. Quando poi sono entrata nel salone ho capito il vero significato di quelle parole.

Il salone è di grandi dimensioni: parliamo di 25 m. di lunghezza, 11 m. di larghezza e 7 m. di altezza, per un totale di 525 mq di superficie dipinta ad affresco. L’impatto iniziale è di quelli che ti fanno esclamare “Wow!”. Lungo la sala sono stati disposti dei divanetti che consentono di sedersi e ammirare con estrema calma sia la complessità dell’opera, sia i singoli dettagli.  Io per esempio ne ho approfittato ampiamente, ma mi sono anche avvicinata per osservare meglio  alcuni particolari

Lungo le pareti è stato realizzato un ciclo di affreschi dedicato ai mesi dell’anno, con un preciso percorso iconografico che è une vera e propria mesoclanza di culture diverse: si passa dalla mitologia antica all’astrologia araba, senza trascurare le esigenze celebrative del signore. Le 4 pareti infatti sono state divise da finte lesene in 12 settori, ognuno dei quali è dedicato ad un mese. Per ogni mese inoltre abbiamo 3 riquadri orizzontali.

Nel settore più in alto viene raffigurato il trionfo delle divinità pagane relative al singolo mese.

Nel settore centrale viene rappresentato il segno zodiacale corrispondente e 3 decani.

Nel settore in basso sono rappresentate scene di vita di corte, concentrate soprattutto sulla figura di Borso D’Este.

Lo scopo di tutta la rappresentazione è quello di mostrare il buon governo di Borso d’Este. Borso agisce sotto la protezione delle divinità e le sue scelte, così come le sue azioni, favoriscono il benessere e la ricchezza della città di Ferrara. Non a caso vediamo rappresentati paesaggi urbani tipicamente rinascimentali che danno una precisa collocazione temporale, oltre che paesaggi rurali con contadini e lavoranti in armoniosa attività. Immagini che vogliono essere quasi didascaliche oltre che celebrative.
Questo tipo di rappresentazione del buon governo era una pratica piuttosto comune tra coloro che detenevano un potere. Si pensi per esempio alle Allegorie del Buon Governo e del Cattivo Governo a Siena, opera di Ambrogio Lorenzetti.

Gli artisti che hanno realizzato gli affreschi del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia sono Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, forse sotto la direzione di Cosmé Tura. Il Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia rappresenta uno dei più estesi cicli pittorici profani del Rinascimento.

Il Salone dei Mesi oggi


Purtroppo oggi possiamo ammirare solo 7 dei 12 mesi. Gli altri sono andati o perduti o si sono gravemente danneggiati nel corso del tempo. Dopo la fine del dominio degli  Este a Ferrara, Palazzo Schifanoia passa ad altre famiglie e ad altre destinazioni d’uso, avviandosi così ad un lento e inesorabile declino. Molti ambienti vengono lottizzati ed il nostro bellissimo salone viene addirittura ristuccato, causando la perdita definitiva di alcuni affreschi. lo so, fa rabbrividire! Purtroppo un tempo la gestione dei beni culturali era abbastanza diversa da quella odierna e non si aveva alcuna cura a conservare antiche e splendide memorie.
Per fortuna una buona parte degli affreschi sono stati riportati alla luce dal pittore e restauratore Giuseppe Saroli a partire dal 1821. Nel 1898 il palazzo diventa un Museo Civico per volontà del comune ed oggi possiamo ammirare quel che resta di questo incredibile capolavoro.

Il Museo Civico di Palazzo Schifanoia


Palazzo Schifanoia oggi è quindi un museo civico che conta 21 sale espositive con circa 250 opere da contemplare. Molto bella è anche la Sala delle Virtù, caratterizzata dal soffitto a lacunari, decorato a stucco con immagini delle imprese di Borso.

Bellissime anche alcune raccolte, come la collezione di monete emesse dalle zecche italiane nel periodo medievale e moderno; la collezione di ceramiche; il polittico della passione scolpito in alabastro e  poi dipinto; i codici miniati; e tanto altro ancora.

Per visitare il palazzo Schifanoia e il museo civico i consiglio di consultare questo sito https://www.artecultura.fe.it/2047/informazioni-per-la-visita-al-museo-schifanoia dove troverete sempre aggiornate tutte le informazioni relative ai giorni di apertura, gli orari e il costo del biglietto.

Informazioni su Giusy 104 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia, arte, cucina, natura e molto altro ancora. Sogno di scrivere un libro sulla mia città.

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