Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafon: i misteri della Barcellona degli anni 20

Nella Barcellona degli anni venti si svolge la vicenda del Il gioco dell’angelo, secondo volume della tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati. Ecco la mia recensione.

Ho iniziato a leggere Zafon pochi mesi fa, su suggerimento di un caro amico. Ho iniziato con quello che probabilmente è il suo romanzo più famoso, “L’ombra del vento“, uscito nel 2001, che per tanti anni ho visto esposto nelle librerie. L’ho cominciato a leggere con tutto lo scetticismo possibile ed immaginabile in mio possesso, perché il titolo mi induceva ad pensarlo come un romanzo commerciale, pieno zeppo di sentimentalismi e frasi ad effetto da ricopiare e pubblicare su facebook.

Ma tutto il mio scetticismo si è dileguato in poco tempo e pagina dopo pagina ho finito per amare questo romanzo, al punto che quando ho terminato di leggerlo mi è dispiaciuto. Mi mancavano i suoi personaggi, mi mancavano le sue atmosfere, mi mancava la sua storia.  Poco dopo però ho scoperto che il romanzo fa parte della tetralogia “Il cimitero dei libri dimenticati” composta da 4 volumi: L’ombra del vento, Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo e Il labirinto degli spiriti. Questa cosa mi ha confortata, la storia non era del tutto finita! Sono corsa in libreria per acquistare il secondo volume della saga: Il gioco dell’angelo.

Il gioco dell’angelo: scheda del libro

Autore: Carlos Ruiz Zafon
Anno di uscita: 2001
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 466
Protagonista: David Martin
Altri personaggi: Cristina Sagnier, Don Pedro, Andreas Corelli, Sampere padre, Isabella

Vi racconto un po’ la trama ma senza spoiler


il gioco dell'angeloIl gioco dell’angelo racconta una vicenda avvenuta 20 anni prima rispetto a quella de L’ombra del vento. Protagonista della storia è David Martin, un giovane ragazzo che troppo presto è costretto a rinunciare ai suoi affetti più cari e che ha un sogno: diventare uno scrittore. Un sogno che riuscirà a realizzare, anche se dovrà pagare per questo un prezzo davvero alto. Nei lunghi anni che da giovane adolescente povero in canna lo portano a diventare un trentenne senza più problemi economici, David conoscerà tante persone, alcune molto positive e che diventeranno i suoi nuovi affetti più cari, altre piuttosto negative che lo condurranno sull’orlo della distruzione.

Non vi aggiungo altro perché rischio di spoilerare la storia, ma vi posso assicurare che i colpi di scena non mancano. A dire il vero per circa 300 pagine la storia sembra piuttosto confusa e poco definita, la trama scorre lenta e con una serie di lungaggini che a volte annoiano e depistano. Poi all’improvviso la vicenda diventa più incalzante, il ritmo accelera e si fa veramente fatica a staccarsi dalle pagine del libro perché la curiosità di sapere come va a finire prende il sopravvento. E all’improvviso ti accorgi che tutto torna, che ogni singolo evento raccontato prima non è frutto di lungaggini ma ha un senso ben preciso, e si è trovato esattamente nel punto in cui doveva stare.

Il gioco dell’angelo: parallelismi con L’ombra del vento


Ritroviamo qui alcuni luoghi cari a L’ombra del vento, come la libreria Sampere e come il cimitero dei libri dimenticati, che hanno gettato le basi per la trama futura. E poi, come ne L’Ombra del vento, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un mistero davvero complicato che esce decisamente fuori i confini della realtà; una vicenda del passato che sembra ripetersi nel presente come un destino già scritto e al quale non ci si può sottrarre; una casa misteriosa che sembra maledetta e  dalla quale si dovrebbe solo fuggire, non viverci; un personaggio ambiguo che sembra a tratti un amico a tratti l’incarnazione del male assoluto; e poi ovviamente Barcellona, la città dove si svolge tutta la vicenda, che anche in questo caso è protagonista assoluta.

La mia lettura in viaggio


Il libro non è proprio piccolo! L’edizione che ho letto io è composta da 466 pagine, scritte anche con caratteri piccoli, che hanno messo a dura prova la mia vista che tanto poco ama i caratteri di questo tipo. Per questo ci ho messo un po’ a finire di leggerlo e per questo motivo sono stati ben 2 i viaggio durante i quali l’ho portato con me. Il primo è stato a Catania; il secondo a Milazzo, esattamente un mese fa, vicino tra l’altro ad una località che si chiama pure Barcellona! Che ironia della sorte.

Un pomeriggio, mentre mi trovavo a Milazzo, di ritorno dopo una giornata intensa, sono andata in spiaggia a leggere un po’. C’era un vento freddo, la spiaggia era deserta, il mare agitato ed un silenzio bellissimo. Ad un certo punto mi si è avvicinato un ragazzo che incuriosito mi ha chiesto cosa stavo leggendo. Ha sorriso quando ha scoperto che l’autore era spagnolo, proprio come lui. Sarebbe stato bello iniziare una chiacchierata nata proprio da quella che poteva essere una lettura condivisa. Peccato che le differenze linguistiche e la difficoltà a farsi capire abbiano preso il sopravvento. Devo assolutamente imparare un’altra lingua!

 

 

Informazioni su Giusy 95 Articoli
Nata e cresciuta a Palermo, appassionata di viaggi, fotografia e della sua terra di origine, ovvero la Sicilia. Sogna di visitare New York ed il Giappone.

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